Passa ai contenuti principali

Thomas Hobbes


Materialismo

Nella filosofia materialista di Hobbes tutto ciò che esiste è costituito da corpi e movimento.

Considera esistenza della sostanza spirituale come non dimostrabile. I pensieri invece fanno parte della materia in quanto rappresentazioni del mondo esterno, quindi materiale.

Il processo di conoscenza

  1. I corpi esterni stimolano gli organi di senso
  2. Lo stimolo, dall'organo di senso, raggiunge il cuore e il cervello
  3. Come risposta questi due producono un controstimolo, che dall'interno arriva all'esterno.
    Tale processo è chiamato rappresentazione o sensazione.
  4. Noi ragioniamo sugli effetti che provocano in noi gli enti esterni, e non su quest'ultimi nello specifico.

Da questo processo nasce l'immaginazione e, di conseguenza, la memoria.

La teoria del linguaggio

Per Hobbes il linguaggio non è altro uno strumento con l'unico scopo di annotare i nostri pensieri e le nostre conoscenze, per restituirli ad un prossimo. Perciò la veridicità di un'affermazione è data dalla coerenza delle parole e la loro comprensione.

Hobbes identifica due tipi di nomi: propri (riferiti ad individui in particolare, es. "uomo") e universali (definizioni generali che possono essere applicabili in più casi, es. "corpo").

Sottolinea inoltre l'esistenza di nomi negativi, che non definiscono una realtà (es. Nulla, infinito)

La ragione

I nomi sono la base del ragiona, la quale coincide con il ragionamento che viene definito come un calcolo; Es. Animale+ razionale=uomo

Cause di ragionamenti sbagliati

  1. Procedere senza un metodo
  2. Assegnare i nomi di corpi (soggetto) a nomi di accidenti (predicato), quindi invertirli
  3. Dare nomi di accidenti esterni alla nostra percezione
  4. Dare nomi di corpi a semplici parole
  5. Usare metafore piuttoste che le proprie parole
  6. Usare nomi senza significato

Linguaggio e scienza

Senza il linguaggio la scienza non sarebbe possibile, perciò anche la ragione non potrebbe avvenire correttamente. Tramite |' utilizzo di strumenti per il controllo la scienza porta alla conoscenza, quindi alla ragione e all'utilizzo coerente delle parole. Da ciò nasce quella che viene definita da Hobbes come

"conoscenza causale", un procedimento di deduzione che

permette di riconoscere la causa di un effetto, di arrivare quindi a comprendere l'effetto tramite le cause (es. Triangolo= figura la cui somma degli angoli è 180). L'uomo può affidarsi solo alla certezza di una scienza creata da lui stesso, come la matematica. Al contrario le scienze naturali si basano su probabilità, poiché la realtà studiata non è opera dell'uomo, ma di Dio.


L'etica

Vengono definiti bene e male rispettivamente il piacere e il dolore, quando cerchiamo di soddisfare desideri. Ciò si basa sul fatto che le passioni umane non sono altro che movimenti verso un oggetto (piacere->avvicinamento, dolore-allontanamento).

La politica

Al contrario di Aristotele, che definisce l'uomo come animale naturalmente politico, Hobbes ritiene l'esistenza di uno stato di natura prepolitica.

Le 4 caratteristiche dell'uomo in stato di natura:

  1. L'uomo è bramoso, egoista. Pensa a sé stesso. Da qui la definizione homo homini lupus
  2. est poiché è la causa principale di conflitti
  3. L'uomo, per diritto naturale, è un animale libero.
  4. L'uomo è naturalmente razionale
  5. L'uomo teme la morte

Lo stato di natura è caratterizzato da un disequilibrio generale, che lo porta a degenerare ed entrare in uno stato di guerra (poiché l'uomo è libero ed egoista). Per evitare ciò ed ottenere più sicurezze, gli uomini escono dallo stato di natura per entrare in uno politico. Lo Stato nasce ufficialmente da due patti: patto di unione (gli uomini decidono di unirsi) e patto di soggezione (si sottopongono ad un soprano), in cambio di sicurezza da parte del soprano gli uomini rinunciano a diverse libertà, questo è ciò che Hobbes definisce Leviatano (mostro biblico).


Lo Stato di Hobbes

  1. Lo Stato di Hobbes ha origine da un contratto e non da un' organizzazione gerarchica.
  2. Il sovrano riceve il proprio potere democraticamente
  3. Il potere del sovrano è assoluto e indivisibile.
  4. Il sovrano è superiori ai sudditi e non è sottomesso alle leggi
  5. Nello Stato il bene è ciò che il sovrano impone, il male è la disobbedienza.

Stato e chiesa

Le religioni hanno origine da caratteristiche naturali dell'uomo:

  1. La tendenza a credere negli spiriti
  2. Ignoranza totale riguardo alla causa delle cose
  3. Interpretare casi accidentali come premonitori

Secondo Hobbes lo Stato deve essere cristiano e, a sua volta, la chiesa deve coincidere col potere politico.

_______________

Riassumendo:

La visione politica di Thomas Hobbes:

L'Assolutismo Regio

Thomas Hobbes visse in un periodo tumultuoso della storia inglese e sosteneva l'assolutismo regio, credendo che solo un re con potere assoluto potesse prevenire il caos sociale.


La visione dell'essere umano di Hobbes:

Hobbes riteneva che gli esseri umani fossero egoisti e violenti per natura, basandosi sul motto "ogni uomo è un lupo per l'altro uomo". Senza regole e controllo, l'uomo agirebbe solo per il proprio interesse.


La Visione Materialistica di Hobbes

Egoismo e Materialismo

Hobbes credeva che gli individui fossero mossi dall'egoismo e vedeva l'uomo come un essere puramente materiale, spiegabile senza l'intervento di principi spirituali.


Sensazione, Immaginazione e Linguaggio

Secondo Hobbes, la conoscenza deriva dai sensi, che creano immagini nel cervello, e il linguaggio permette di generalizzare concetti e comunicare, essenziali per la società e lo stato.


Principi della Realtà: Corpo e Movimento


Determinismo e Materialismo

Hobbes negava la distinzione tra res cogitans e res extensa di Cartesio, riconducendo tutto al corpo e al movimento. In questa prospettiva, anche i concetti di bene e male sono legati alla corporeità, e l'uomo è determinato dall'istinto di autoconservazione, non libero ma condizionato da cause esterne.

Nella prospettiva materialistica di Hobbes, i concetti di bene e male sono legati alla corporeità, dove il bene è ciò che l'uomo desidera e il male è ciò che respinge, tutto basato sull'istinto di conservazione e l'amor proprio. Hobbes introduce anche il concetto di determinismo, affermando che la volontà dell'uomo è sempre condizionata da cause esterne, soprattutto dall'istinto di autoconservazione, quindi l'uomo non è libero ma le sue azioni sono determinate da forze esterne su cui non ha controllo.

Commenti

Post popolari in questo blog

Cartesio

Renè Descartes , chiamato Cartesio , viene definito l’iniziatore dell’età moderna (rappresenta il passaggio dal Rinascimento all’età moderna), filosofo del soggetto e fondatore del razionalismo. Nasce nel 1596 in Francia, precisamente a Touraine da una famiglia borghese e venne educato al collegio dei gesuiti a “La Flèche”, una scuola molto rigida che lo segnò molto (Il collegio dei gesuiti era la scuola di Tommaso). Si arruola nell’esercito e parte per la guerra dei 30 anni e in questi anni si dedica allo studio della fisica e della matematica, viaggiando per l’Europa ed elaborando la dottrina del metodo. Una notte, il 10 novembre 1619, accampato sul Danubio, sognò i principi di un metodo che poteva essere universale. Successivamente decise di abbandonare l’attività militare e si stabilì in Olanda: vi era libertà filosofica e religiosa ed erano assenti gli obblighi della società. In Olanda compose il trattato di metafisica, riprese lo studio della fisica e iniziò a comporre “Trattato ...

Pag. 28

1. Bruno intende provare la tesi dell'infinità dell'universo da due prospettive: la prima è basata sulla natura di Dio come causa dell'universo, sostenendo che se Dio è infinito, l'universo da Lui creato deve essere anch'esso infinito. La seconda prospettiva riguarda la comunicazione dell'infinità da parte di Dio alle cose, affermando che l'infinito comunica ciò che gli è proprio, ossia l'infinità stessa, e quindi l'universo derivato da Dio deve essere infinito. 2. Per Bruno, ammettendo la finitudine dell'universo si verrebbe a "frustrare la capacità infinita" di Dio perché implicherebbe limitare la potenza divina e sminuirla. Questo limite nella capacità di Dio di creare un universo infinito andrebbe contro la natura stessa dell'infinità divina e porterebbe a contraddizioni filosofiche e religiose. 3. Gli interrogativi retorici utilizzati da Bruno per sottolineare l'assurdità dell'ipotesi della finitezza dell'universo s...