Passa ai contenuti principali

Cartesio



Renè Descartes, chiamato Cartesio, viene definito l’iniziatore dell’età moderna (rappresenta il passaggio dal Rinascimento all’età moderna), filosofo del soggetto e fondatore del razionalismo.

Nasce nel 1596 in Francia, precisamente a Touraine da una famiglia borghese e venne educato al collegio dei gesuiti a “La Flèche”, una scuola molto rigida che lo segnò molto (Il collegio dei gesuiti era la scuola di Tommaso).

Si arruola nell’esercito e parte per la guerra dei 30 anni e in questi anni si dedica allo studio della fisica e della matematica, viaggiando per l’Europa ed elaborando la dottrina del metodo.
Una notte, il 10 novembre 1619, accampato sul Danubio, sognò i principi di un metodo che poteva essere universale. Successivamente decise di abbandonare l’attività militare e si stabilì in Olanda: vi era libertà filosofica e religiosa ed erano assenti gli obblighi della società.
In Olanda compose il trattato di metafisica, riprese lo studio della fisica e iniziò a comporre “Trattato del mondo” e “Regulae ad directionem ingenii” (Regola per la guida dell’intelligenza). 

Ottimismo Filosofico e Metodo Cartesiano

   - Visione ottimistica della ricerca filosofica.

   - Necessità di un metodo per la ricerca della verità.


Discorso sul Metodo

   - Il buon senso come base comune.

   - Diversità delle opinioni non deriva dalla capacità intellettuale ma dal diverso approccio ai pensieri.


Il Metodo Cartesiano

   - Basato sull'approccio matematico.

   - Obiettivo: applicarlo ad altre discipline.


Le Quattro Regole del Metodo

   - Evidenza, analisi, sintesi, enumerazione.


Il Metodo e la Certezza della Conoscenza

   - Ordine mentale nella ricerca della verità.

   - Il metodo non garantisce da solo la validità della conoscenza.


Dubbio Metodo e Dubbio Iperbolico

   - Dubbio come strumento per valutare la verità.

   - Amplificazione del dubbio nelle "Meditazioni Metafisiche".


Il Cogito

   - Fondamento assoluto: "Cogito, ergo sum".

   - Critiche al cogito: mancanza della premessa maggiore.


Risposta alle Critiche

   - Cogito come intuizione immediata.

   - Essere pensante come soggetto principale.


Natura della Certezza dell'Esistenza

   - Certezza dell'esistenza come soggetto pensante.

   - L'esistenza come oggetto pensante, indipendente dalla realtà esterna.


Razionalismo Cartesiano

    - Il cogito come verità originaria.

    - Il pensiero come guida affidabile nella ricerca conoscitiva.


Commenti

Post popolari in questo blog

Pag. 28

1. Bruno intende provare la tesi dell'infinità dell'universo da due prospettive: la prima è basata sulla natura di Dio come causa dell'universo, sostenendo che se Dio è infinito, l'universo da Lui creato deve essere anch'esso infinito. La seconda prospettiva riguarda la comunicazione dell'infinità da parte di Dio alle cose, affermando che l'infinito comunica ciò che gli è proprio, ossia l'infinità stessa, e quindi l'universo derivato da Dio deve essere infinito. 2. Per Bruno, ammettendo la finitudine dell'universo si verrebbe a "frustrare la capacità infinita" di Dio perché implicherebbe limitare la potenza divina e sminuirla. Questo limite nella capacità di Dio di creare un universo infinito andrebbe contro la natura stessa dell'infinità divina e porterebbe a contraddizioni filosofiche e religiose. 3. Gli interrogativi retorici utilizzati da Bruno per sottolineare l'assurdità dell'ipotesi della finitezza dell'universo s...

Thomas Hobbes

Materialismo Nella filosofia materialista di Hobbes tutto ciò che esiste è costituito da corpi e movimento. Considera esistenza della sostanza spirituale come non dimostrabile. I pensieri invece fanno parte della materia in quanto rappresentazioni del mondo esterno, quindi materiale. Il processo di conoscenza I corpi esterni stimolano gli organi di senso Lo stimolo, dall'organo di senso, raggiunge il cuore e il cervello Come risposta questi due producono un controstimolo, che dall'interno arriva all'esterno. Tale processo è chiamato rappresentazione o sensazione. Noi ragioniamo sugli effetti che provocano in noi gli enti esterni, e non su quest'ultimi  nello specifico. Da questo processo nasce l'immaginazione e, di conseguenza, la memoria. La teoria del linguaggio Per Hobbes il linguaggio non è altro uno strumento con l'unico scopo di annotare i nostri pensieri e le nostre conoscenze, per restituirli ad un prossimo. Perciò la veridicità ...